Paramenti e colori - Chiesa Ortodossa
Le vesti liturgiche ortodosse (usate anche dai greco-cattolici) derivano da abbigliamenti in uso nell’impero romano.
l’abito talare, è costituito da una tonaca interna (podrjasnik) e una tonaca esterna (rjassa) di colore nero, con in testa un cappello cilindrico (la skufia o la kamilavka) ed una croce pettorale al petto.
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l’epanokalimavkion (o klobuk russo) è un velo che scende lungo la schiena attaccato alla parte superiore anteriore del kamilavkion, indossato dai monaci ortodossi dal grado di rassoforo e superiore, compresi i vescovi (che nei paesi dell’Est provengono tutti dal monachesimo).
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l'Epigonàtion, è un paramento episcopale o di un dignitario ecclesiastico, fatto in tessuto rigido ha forma romboidale ed è appeso tramite un nastro, e portato all'altezza del ginocchio. Sta a simboleggiare la “spada dello Spirito, che è la parola di Dio”, in Grecia lo usano anche i sacerdoti confessori.
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L’Epimanikia (soprammaniche) sono polsini fatti di tessuto spesso, solitamente broccato, che si allacciano ai polsi di un membro del clero, con solitamente una croce al centro. Vescovi e sacerdoti lo attaccano allo sticharion mentre i diaconi alla tonaca interna (rasso)
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L’epitrachelion (la stola ortodossa - "sopra-la-trachea") è una stola usata dai sacerdoti e dai vescovi, indossata intorno al collo con due estremità di uguale lunghezza che pendono davanti al corpo del sacerdote fino alle caviglie e con i due lati adiacenti cuciti o abbottonati al centro. Di solito è fatta di broccato con 7 croci ricamate o applicate. Nella Divina Liturgia viene indossato sopra lo sticharion e sotto la zona e il felonion. Se un sacerdote partecipa senza concelebrare lo indossa sopra lo sticharion senza indossare il felonion.
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il kalimavka o il kokol (russo) è un cappello cilindrico, privo di falda, di colore nero, se con falda appiattita è usato dai presbiteri, se ha aggiunto un velo, dai monaci. Quello russo (Kokol) è di colore rosso o viola è usato dai preti sposati e di colore viola con una croce davanti gli episcopi.
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Il felonio (o phelonion - casula) è un mantello lungo fino alle caviglie e chiuso dal petto in su, che presenta sempre una croce sulla parte posteriore, usato dai presbiteri durante la Divina Liturgia. Può essere russo se chiuso nella parte superiore e presenta un alto collo irrigidito che copre la nuca o greco se aperto sul davanti e con scollatura a girocollo come per lo sticario.
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la mandyas è un ampio mantello caudato di seta senza maniche aperto sul davanti e unito soltanto sotto il mento e all'altezza dei piedi. Viene portato soltanto in chiesa, è di colore nero indossato dai monaci megaloschimi; di colore viola o rosso porpora se indossato da un vescovo la indossa per assistere a una celebrazione liturgica senza parteciparvi. Reca sul davanti all'altezza del petto e dei piedi quattro icone ricamate dette poma, ed è ornata da quattro strisce dette potami.
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la mitra ortodossa ha la forma di una corona sormontata da una croce (vescovo) o senza croce: archimandrita o protopresbitero (detto mitrato)
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L'omoforio (omophórion, "portare sulle spalle") è un paramento liturgico, indossato dai vescovi, consistente in una fascia di seta o velluto larga circa 15 cm quindici, indossata sopra il felonio, ornata di croci ricamate, incurvata al centro così da poterla far girare dietro il collo e appoggiarla alle spalle facendo scendere le estremità sul petto che termina con tre linee che contraddistinguono l'ordine vescovile, sacerdotale e diaconale che corrisponde al pallio (pallium) cattolico.
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L'Oràrion (stola diaconale) è una stola ornata di croci costituita da una larga fascia appuntata sulla spalla sinistra e che viene fatta scendere davanti e dietro, spesso dopo averla passata sotto l'ascella destra che il diacono ne tiene l'estremità anteriore nella mano destra. Durante l'eucaristia viene cinta in modo da incrociarsi sulla schiena e sul petto.
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Il piccolo felonio è una mantellina corta, chiusa sul petto da una serie di bottoni che arriva sino alle spalle, simile alla mozzetta cattolica, viene utilizzato durante l'ordinazione dei lettori (e durante il loro rituale taglio dei capelli, eseguito da un vescovo) e durante la benedizione dei chierichetti e degli accoliti.
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il Podrjasnik (anderi o tonaca interna) veste lunga fino ai piedi, aderente, con maniche lunghe e strette. È quasi sempre di colore scuro (nero, ma a volte blu o marrone scuro, specialmente per il clero monastico).
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Rjassa (Rason - Eksorasson o tonaca esterna), è tonaca di lana, seta o altri tessuti leggeri resistenti, di colore nero lunga fino ai piedi, con amplia cappa chiusa e maniche larghe a forma di campana usato dai monaci, dai diaconi, dai presbiteri e nelle chiese greche anche dai lettori.
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Il sakkos (una dalmatica più ampia) è la veste liturgica episcopale. Consiste in una corta tunica, solitamente in ricco tessuto broccato, con una croce al centro della schiena, con maniche anch'esse corte, sontuosamente ornata e aperta sui fianchi, che vengono chiusi con dei fiocchi, ornati di sonagli.
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la skufia (o skufiya) è un copricapo cilindrico di panno morbido, di colore nero per i monaci e ieromonaci in tal caso aggiunto un velo che scende dietro il capo, per i sacerdoti sposati è solitamente di colore rosso o viola ed è senza velo. Quello dei vescovi e arcivescovi è di colore viola con una croce davanti.
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Sticharion (sticario - camice) è un camice con scollatura a girocollo e maniche lunghe che arrivava fino a terra. E’ indossato da tutti i membri del clero e dai ministranti. Può avere vari colori: oro, bianco o verde per gli accoliti o i cantori; oro, rosso o bianco stretto alla vita con una fascia per gli ipodiaconi; oro, rosso o bianco che sostituisce la dalmatica, per i diaconi; bianco, indossato al disotto dei paramenti dai vescovi e dai presbiteri. Nella forma indossata da diaconi, ipodiaconi, lettori e ministranti è una lunga veste con maniche lunghe e larghe, allacciata al collo e spesso aperta sui lati ma tenuta chiusa con bottoni o lacci. Indossato come paramento esterno, di solito ha una croce ricamata o applicata al centro della schiena, tra le scapole. Lo sticharion dei vescovi e dei sacerdoti ha maniche strette che si allacciano ai polsi ed è realizzato con tessuto più leggero: lino, raso, seta ed è di colore bianco
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Lo Zoni è una cintura costituita da una stretta fascia di tessuto per sostenere lo sticharion e stringere la veste alla vita. È costituita da una fascia di tela nera per il clero secolare e di cuoio per i monaci.
Colori liturgici ortodossi (Patriarcato di Mosca)
Azzurro feste mariane, Presentazione del Signore, Annunciazione, Festa delle Vergini e quinto venerdì di Quaresima
Bianco Natale, Teofania (Epifania) - Trasfigurazione del Signore - tempo pasquale e funerali
Nero nei giorni feriali di Quaresima e nei funerali feriali
Oro feste di N.S. Gesù Cristo, Feste dei Profeti - degli Apostoli e dei Padri Cappadoci. Inoltre quando non viene specificato un altro colore.
Rosso Feste dei Martiri, Festa dei Santi Pietro e Paolo, Avvento, Feste degli Angeli, Esaltazione della Santa Croce
Verde Domenica delle Palme, Pentecoste, Lunedì dopo Pentecoste, Feste dei Santi Monaci, Feste degli Asceti, Feste degli Stolti in Cristo, Feste dei Profeti, Feste degli Angeli
Viola domeniche e giorni feriali di Quaresima, passione di NS Gesù Cristo, Giovedì Santo
Paramenti nella Chiesa Ortodossa Italiana
La Chiesa Ortodossa Italiana non ha mai, fino ad oggi affrontato il problema di avere un abito ecclesiastico distintivo e non ha fino ad oggi mai obbligato nessuno a spendere i propri risparmi per dotarsi degli innumerevoli paramenti propri della liturgia bizantina. Si consiglia comunque di attenersi agli abbigliamenti ortodossi, specie l’uso dell’epitrachelion (stola ortodossa), si reputano troppo dispendioso l’uso di vari colori liturgici, anche in considerazione che non abbiamo un clero professionista, e si consiglia di usare sopra la tonaca nera dei paramenti di colore bianco o dorato (giallo) che vanno bene più o meno sempre.
abito talare feriale della Chiesa Ortodossa Italiana e della Chiesa Ortodossa RussaPer quanto riguarda l’abito talare distintivo della nostra Chiesa da usare fuori dei contesti liturgici si consiglia: camicia nera con al collo una croce pettorale, abbigliamento scuro e un cappello ortodosso, preferibilmente una skufia di colore nero.


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